Matteo Fraschini Koffi
Nato il 10 luglio del 1981 a Lomé, in Togo, uno dei più piccoli stati dell'Africa Occidentale. A dieci mesi viene adottato da una famiglia italiana e inizia la sua vita milanese. Con il sogno di diventare un inviato di guerra, gira per paesi come i territori occupati della Palestina e Israele, Romania, Sudafrica, Kosovo, Iraq, e Tajikistan. A 24 anni torna in Togo alla ricerca delle sue origini. Dopo tre mesi di ricerche sul prorpio passato, decide di trascorrere il resto della sua vita in Africa. Pubblica un'autobiografia intitolata "I 19 giorni di Lomé, Confessioni di un viaggio alla ricerca della propria identità". Come giornalista freelance scrive, fotografa e invia servizi radio, collaborando con le testate italiane e occupandosi esclusivamente d'Africa subsahariana. Dopo più di cinque anni in Africa Orientale, da Marzo 2011 si è trasferito in Africa Occidentale: attualmente vive in Senegal.
 
Born on the 10th of July 1981 in Lomé, Togo, one of the smallest states in West Africa. At 10 months old he's adopted by an Italian family and starts his new life in Milano. Dreaming of becoming a war reporter, he travels through countries like the occupied territories of Palestine, Israel, Romania, South Africa, Kosovo, Iraq, and Tajikistan. At 24, he goes back to Togo in search of his roots. After 3 months of research about his past, he decides to spend the rest of his life in Africa. He publishes an autobiography (available only in Italian, for now) entitled: "The 19 days of Lomé, Confessions of a journey in search of one's own identity". As a freelance journalist he writes, photographs, and does radio pieces, working for the Italian Press and reporting only on Sub-Saharan Africa. After more than five years in East Africa, he's now based in West Africa since March 2011 and lives in Senegal. (Some articles are in English).

 

 
I 19 giorni di Lomé

  I 19 giorni di Lomé

Confessioni di un viaggio alla ricerca della propria identità

Matteo Fraschini Koffi 

copertina---i-19-giorni-di-lome---mfk.jpgQuale ragione porta un figlio a rifiutare l'affetto della sua famiglia adottiva, per affrontare da solo le difficoltà dell'adolescenza?

Cosa spinge un italiano nero a lasciare la vita di tutti i giorni per tornare in Africa, quando migliaia di africani rischiano la propria per raggiungere l'Italia?

In che modo un ragazzo sradicato dalla propria terra potrà rimettervi radici, lì dove ora è giudicato straniero?

 Tutto ha inizio con l'incontro di un inviato di guerra in una pizzeria di Milano: <<Hai veramente intenzione di tornare in Africa a cercare le tue origini?>>. Dopo un attimo d'esitazione, Matteo annuisce silenziosamente. Così prende vita un libro che è allo stesso tempo un'inchiesta giornalistica, un viaggio introspettivo e un romanzo di formazione. Un appassionante diario di bordo di un ragazzo determinato a definire l'essenza della sua identità, ma che dovrà prima scontrarsi con una società in apparenza diversa da lui, con le incomprensioni della famiglia, e con le domande che turbano il suo animo.

Appassionatosi al giornalismo, l'autore inizia a viaggiare per il mondo. Rimanda così la ricerca della verità, quella che ventuno anni prima lo porta in un orfanotrofio di Lomé, capitale del Togo. A quel tempo Matteo si chiama Koffi ed è l'unico di quaranta bambini a non avere un passato. La mamma naturale non ha lasciato tracce. È lì che i suoi genitori adottivi, da due anni operatori umanitari nel Paese, lo vedono per la prima volta: <<Appena ti presi in braccio capii che eri molto malato>> confesserà la madre anni dopo, <<Papà pensò che almeno noi avremmo avuto i soldi per curarti. Ci dissero che tutto ciò di cui avevi bisogno era l'amore>>. Per via del lento processo burocratico, i genitori decidono di scrivere una lettera al Presidente, il crudele dittatore Gnassingbè Eyadema: <<Sappiamo che per quarant'anni ha ucciso e torturato la sua gente, ma gli saremo sempre grati per averci dato te>>. Il permesso arriva in pochi giorni, è la prima adozione tra il Togo e l'Italia.

Crescendo l'autore acquisisce inevitabilmente una mentalità occidentale, pur mantenendo l'istinto e le fattezze di un africano che, sia in Italia sia in Togo, è riconosciuto come straniero. Da che parte stare allora? Dove è possibile sentirsi a casa? Questo è il grido che implode nel cuore del giovane, infiammandolo di rabbia e bagnandolo di qualche lacrima. Matteo Koffi ci aiuta così a comprendere una situazione che, volenti o nolenti, trasformerà la società italiana per sempre.

Scritto senza falsi moralismi, ma con spiccata semplicità e incalzante umorismo, il libro dimostra che è possibile scegliere. È una scelta di responsabilità verso la famiglia adottiva, la propria madreterra, ma soprattutto verso se stessi. Per portare a termine l'impresa, l'autore fa tesoro delle parole di Silver, suo nuovo "fratello maggiore" togolese <<Niente paura Matteo, niente paura>>.

Lo si può anche ordinare on-line su www.libraccio.it o sul link:

http://www.libraccio.it/libro/9780000791405/fraschini-koffi-matteo/19-giorni-di-lom.html

Oppure, sempre a Milano, alla libreria internazionale "Il Libro", via Ozanam 11 (metro Lima, zona C.so Buenos Aires ); e al 'Saloon of the Artists', via Niccolini 24 (è un pub in Zona P.Sarpi aperto dalle 18 alle 2 di mattina). O ancora a Piacenza nella libreria Farenheit 451 di via Legnano, 16.
NB= Consiglio di chiamare prima per assicurarsi che abbiano le copie!
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